DI COSA MI OCCUPO

DISTURBI D'ANSIA

 

Cos’è l’ansia?

L’ansia è una risposta normale e innata di attivazione, è un’emozione che tutti quanti abbiamo provato di fronte alla percezione di una minaccia, ma questo non implica necessariamente che in seguito si sia sviluppato un disturbo d’ansia. L’ansia può essere quindi fisiologica oppure patologica: l’ansia fisiologica ci prepara ad affrontare in maniera adattiva una possibile situazione difficile mentre l’ansia patologica è disfunzionale perché, essendo persistente e intensa, interferisce con la nostra prestazione.

Solo un terzo di chi soffre di ansia si rivolge ad uno specialista della salute mentale, in quanto i sintomi fisici dell’ansia spesso portano i pazienti a rivolgersi ad altre figure professionali (es. medico di base, internista, cardiologo, pneumologo, gastroenterologo). Oltre a sintomi psicologici, quali agitazione e irritabilità, l’ansia patologica si associa in genere a manifestazioni fisiche caratteristiche che possono ridurre la qualità di vita in modo significativo. Per ottenere un corretto inquadramento del disturbo d'ansia, definirne con precisione la gravità e individuare la strategia terapeutica più adatta, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista.

 

I disturbi d’ansia più diffusi sono:

    Disturbo di panico con o senza agorafobia

    Disturbo d’ansia generalizzato

    Fobia sociale

 

Disturbo di Panico

L’attacco di panico è un breve episodio di ansia intollerabile che dura 15-30 minuti. L’attacco di panico arriva come un fulmine a ciel sereno, improvvisamente. I sintomi fisici più comuni dell’attacco di panico sono cardiopalmo, tremori, sudorazione, brividi, vampate di calore, senso di soffocamento, nodo alla gola, dolore al petto, disturbi addominali, nausea, sensazione di sbandamento, senso di svenimento, derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi), paura di impazzire e paura di morire. Il disturbo di panico può esordire in qualunque momento della vita (frequentemente tra i 20 e i 30 anni), all'improvviso e nelle circostanze più insospettabili, mentre si sta compiendo un'azione banale che prima di allora non aveva mai creato problemi (anche mentre si è in casa a leggere o a guardare la televisione). Spesso l’attacco di panico si scatena quando ci si trova in luoghi da cui è difficile fuggire (nell'abitacolo dell'automobile, in ascensore, su un traghetto, in metropolitana) o nei quali non si potrebbe essere soccorsi in caso di malore (per esempio, mentre ci si trova in mezzo ad una folla). Dopo aver provato l’esperienza di un attacco di panico, la persona colpita teme che possa accadere di nuovo; si innesca un circolo vizioso, la così detta ansia anticipatoria, cioè la “paura della paura”.  La principale conseguenza degli attacchi di panico è la tendenza a evitare tutte le situazioni ritenute pericolose. In alcuni casi si potrà progressivamente arrivare a non uscire più di casa. Se non prontamente contrastata con terapie appropriate, questa tendenza ha esiti fortemente invalidanti poiché le situazioni in che possono mettere a disagio si moltiplicano e il loro evitamento cumulativo finisce con l'impedire alla persona interessata di dedicarsi ad attività comuni e necessarie come guidare, andare a fare la spesa, recarsi a scuola o a lavoro, salire su un treno o un aereo, fare la fila in banca, andare al cinema o teatro ecc.

 

Disturbo d’Ansia Generalizzato

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato si distingue dal Disturbo di Panico per la presenza di sintomi ansiosi persistenti che non hanno la criticità e drammaticità degli attacchi di panico e non determinano lo sviluppo di condotte di evitamento fobico. Il Disturbo d’Ansia Generalizzato è caratterizzato da sintomi d’ansia generalizzati e persistenti indotti dalla preoccupazione inerente a diverse aree tematiche quali: la famiglia, il denaro, il lavoro, la salute. Il Disturbo d’Ansia Generalizzato viene usualmente descritto come uno stato psicologico di ansia, nervosismo e preoccupazione che persiste nel tempo, non è controllabile, ed è oggettivamente eccessivo rispetto a quanto ci si aspetterebbe in base alle circostanze. In assenza di gravi e realistiche motivazioni, gli individui riferiscono sentimenti di apprensione circa la salute e l’incolumità fisica dei familiari, la situazione finanziaria, le capacità di rendimento lavorativo o scolastico. L’elemento centrale del disturbo è il rimuginio, ovvero il continuo pensare e ripensare agli eventi negativi che potrebbero capitare, con l’obiettivo di prevederli, prevenirli e prepararsi ad affrontarli. Vengono generalmente riferite sensazioni di ansia o apprensione che trovano riscontro in un’incapacità generale di rilassarsi. Essere sempre in uno stato di allerta è inoltre costoso oltre che dal punto di vista mentale, anche fisico. L’ansia e le preoccupazioni costanti possono contribuire a determinare un senso di eccessiva stanchezza, cefalea tensiva, tensione muscolare, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, alterazioni del sonno, disturbi epigastrici e insonnia. La preoccupazione è eccessiva rispetto all’evento temuto, pervasiva e difficilmente controllabile. Ciò che permette di tracciare un confine tra patologico e non è la dimensione eccessiva delle preoccupazioni e l’impatto negativo che sortiscono sul funzionamento psicosociale dell’individuo.

 

Fobia sociale

Essere agitati quando si devono affrontare situazioni che espongono al giudizio di altre persone, come intervenire in una conferenza, salire su un palcoscenico, è del tutto normale e si tratta di reazioni psicofisiche del tutto fisiologiche; la preoccupazione e la tensione che si provano di fronte a eventi impegnativi, nella giusta misura, danno la spinta per essere più pronti ed efficienti nel superare la prova. Ma quando la preoccupazione e l'ansia per la situazione che si sta per affrontare è tale da suscitare desideri di fuga e da indurre a sottrarsi all’esposizione, si è di fronte ad un vero Disturbo d’Ansia noto come fobia sociale. La fobia sociale è un disturbo caratterizzato da un’intensa e persistente paura di affrontare le situazioni in cui si è esposti alla presenza e al giudizio altrui, per il timore di mostrarsi imbarazzato, di apparire incapace e ridicolo e di agire in modo inopportuno e umiliante. Chi soffre di ansia sociale teme di essere osservato e divenire oggetto di scherno da parte degli altri o che le proprie prestazioni lo possano esporre a valutazioni negative. Le principali manifestazioni neurovegetative nell’ansia sociale sono: sudorazione, balbettio, palpitazioni, tremori, rossore, vampate di calore, tensione muscolare, sensazioni di nausea e vertigini. I soggetti con ansia sociale adottano condotte di evitamento, di rinuncia e di ritiro sociale.

 

Come si curano i Disturbi d’Ansia?

Gli approcci più utilizzati nel trattamento dei Disturbi d’Ansia sono la terapia farmacologica, la psicoterapia oppure un trattamento combinato. La terapia farmacologica prevede l’assunzione di un antidepressivo (preferibilmente inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina), eventualmente associato, nelle fasi iniziali del trattamento, a benzodiazepine. La terapia con benzodiazepine non deve essere protratta per il rischio di sviluppare dipendenza.

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